Guida ai costi

Quanto costa un software custom?

È la prima domanda che ci viene posta e quella a cui è più difficile rispondere in una riga. Questa guida spiega da cosa è composto davvero un preventivo di sviluppo, quali elementi lo fanno crescere e come confrontare offerte che sembrano incomparabili.

Perché nessuno può darti un prezzo al telefono

Chiedere quanto costa un software su misura equivale a chiedere quanto costa una casa: la risposta dipende da quanto è grande, da cosa c’è dentro e da com’era il terreno di partenza. Un fornitore che dà una cifra prima di aver capito il processo sta facendo una delle due cose seguenti: sta stimando per difetto per aggiudicarsi il lavoro, contando di rinegoziare dopo, oppure ha caricato un margine di sicurezza tanto alto da coprire lo scenario peggiore.

Quello che si può fare seriamente, e che facciamo, è un ordine di grandezza dopo un primo confronto e un preventivo articolato dopo una fase di analisi. L’analisi è anche l’unico modo per capire se il progetto conviene davvero: capita di concluderla consigliando al cliente di non sviluppare nulla.

Le sei voci che determinano il preventivo

Numero di processi coperti

È la variabile con il peso maggiore. Un modulo che gestisce un solo flusso costa una frazione di una piattaforma che ne copre cinque, e la relazione non è lineare: i processi interagiscono fra loro e ogni interazione va progettata.

Integrazioni richieste

Ogni sistema con cui il software deve dialogare aggiunge analisi, sviluppo e collaudo. Un gestionale moderno con API documentate costa poco da integrare; un sistema chiuso o datato può richiedere più lavoro dell’applicativo stesso.

Numero e tipo di utenti

Ruoli e permessi differenziati, utenti esterni, accesso da mobile e requisiti di tracciamento aumentano la complessità. Dieci utenti con lo stesso profilo costano meno di tre profili con regole di visibilità diverse.

Migrazione dei dati storici

Voce quasi sempre sottovalutata. Se i dati di partenza sono sporchi, incompleti o distribuiti su fogli diversi, la bonifica può pesare quanto un modulo applicativo.

Requisiti di affidabilità

Un applicativo interno usato da cinque persone e un sistema che non può fermarsi mai hanno esigenze diverse di ridondanza, backup, monitoraggio e test. Il livello di garanzia richiesto è un moltiplicatore di costo.

Formazione e accompagnamento

Sessioni con gli utenti, materiale operativo e periodo di affiancamento al go-live. È la voce che più spesso viene tagliata per contenere il preventivo, ed è anche quella che più spesso determina il fallimento dell’adozione.

Ordini di grandezza per tipologia di progetto

Senza entrare nel merito delle cifre, che dipendono dal singolo caso, è utile capire come si collocano i diversi tipi di intervento in termini di impegno. La colonna della durata è spesso più informativa del prezzo, perché il costo dello sviluppo software è in larga parte tempo di persone qualificate.

Tipo di progetto Esempio Durata indicativa Cosa incide
Modulo verticale singolo Gestione di un solo flusso, per esempio le richieste di intervento o le commesse. Settimane Poche integrazioni, un solo profilo utente, dati di partenza limitati.
Integrazione fra due sistemi Collegamento fra e-commerce e gestionale, o fra CRM e fatturazione. Settimane Il costo dipende da cosa espone il sistema meno moderno dei due.
Applicativo gestionale dipartimentale Piattaforma che copre l’intero processo di un reparto, con più ruoli. Alcuni mesi Include migrazione dati, formazione e più integrazioni.
Piattaforma aziendale multi-processo Sistema che sostituisce più strumenti e collega reparti diversi. Diversi mesi, a rilasci progressivi Va affrontata per moduli: i primi entrano in uso mentre gli altri sono in sviluppo.

Come confrontare due preventivi

Il confronto fra offerte è il momento in cui si commettono gli errori più costosi, perché si tende a guardare il totale invece del perimetro. Prima di mettere due cifre a confronto, verifica che entrambe rispondano a queste domande.

  • L’analisi è inclusa o è un’attività separata da pagare a parte? Su alcune offerte compare come voce successiva e cambia sensibilmente il totale.
  • La migrazione dei dati storici è compresa? È la voce più frequentemente esclusa e una delle più onerose quando i dati di partenza sono disordinati.
  • Quante ore di formazione sono previste? Un software che nessuno sa usare non produce alcun ritorno, per quanto sia stato scritto bene.
  • Che cosa comprende l’assistenza dopo il rilascio, e per quanto tempo? Distingui fra correzione dei difetti, che dovrebbe essere in garanzia, ed evoluzioni, che sono a pagamento.
  • Il codice sorgente resta di tua proprietà? Se la risposta non è un sì netto, il prezzo più basso può nascondere un vincolo molto costoso nel medio periodo.
  • Chi lavora concretamente al progetto? Un preventivo basso a cui corrisponde un team che cambia continuamente costa di più in tempo del cliente speso a rispiegare il contesto.

Come valutare il ritorno dell’investimento

Il calcolo più onesto parte dal costo di non fare nulla. Prendi il tempo che oggi le persone dedicano ad attività che il software eliminerebbe: reinserimento dati fra sistemi, ricerca di informazioni sparse, preparazione manuale di report, correzione di errori a valle. Moltiplicalo per il costo orario aziendale e portalo su base annua.

A quella cifra aggiungi le voci meno visibili: i canoni per utente degli strumenti che il nuovo sistema sostituirebbe, il costo degli errori che arrivano al cliente e le occasioni perse per lentezza di risposta. Il totale è il termine di paragone corretto per il preventivo, ed è spesso più alto di quanto ci si aspetti.

Un’ultima considerazione riguarda l’orizzonte temporale. Un gestionale su misura ben mantenuto vive dieci anni o più: ragionare sul costo del primo anno isolato dal resto porta a decisioni distorte, soprattutto nel confronto con soluzioni in abbonamento il cui costo cresce con l’azienda.

Domande frequenti sui costi di sviluppo

Perché due fornitori danno preventivi così diversi per lo stesso progetto?

Quasi sempre perché stanno quotando due cose diverse. Un preventivo può includere analisi, migrazione dati, formazione, ambiente di collaudo e sei mesi di assistenza; un altro può coprire solo lo sviluppo delle schermate descritte. A parità di perimetro reale le differenze si riducono molto. Prima di confrontare le cifre, confronta cosa comprendono.

È possibile avere un preventivo senza fase di analisi?

Si può dare un ordine di grandezza, non un preventivo affidabile. Chi fornisce una cifra precisa senza aver visto i processi sta facendo una stima ottimistica che verrà corretta in corso d’opera, oppure ha caricato un margine di sicurezza molto alto per proteggersi. Nessuna delle due situazioni conviene al cliente.

Conviene pagare a corpo o a tempo e materiali?

Il prezzo a corpo dà certezza sul budget ma richiede un perimetro congelato: ogni variazione diventa una trattativa. Il tempo e materiali è più flessibile ma richiede fiducia e un controllo costante dell’avanzamento. Nella pratica la formula più equilibrata è a corpo sui moduli ben definiti, a consumo sulle evoluzioni successive.

Quali costi si presentano dopo il rilascio?

La manutenzione, che è ricorrente e va messa a budget fin dall’inizio: correzioni, aggiornamenti di sicurezza delle librerie, adeguamenti normativi e piccole evoluzioni funzionali. Vanno poi considerati i costi di esercizio come server, backup e certificati, che dipendono dall’infrastruttura scelta.

Un software custom si ammortizza davvero?

Il confronto corretto non è con lo zero, ma con il costo di continuare come oggi: ore di lavoro manuale, errori da correggere, canoni per utente e mancati ricavi dovuti a lentezza dei processi. Quando quel costo annuo è già confrontabile con la spesa di sviluppo, la valutazione diventa piuttosto semplice.